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Parcheggi a breve sosta in Aeroporto di Malpensa terminal 1 / Cheap parking in Malpensa Airport

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Se dovete andare a Malpensa Terminal 1 e portare qualcuno o prenderlo e non vi bastano i 10 minuti di tempo disponibili per caricare/scaricare allora potete usare il parcheggio a breve sosta . P7 (*) e P8 (*) per gli ARRIVI P9 P10 per le PARTENZE. V icinissimi alle porte di accesso/uscita e piu' economici degli altri parcheggi pubblicizzati dal sito SEA.  (*) NB: per gli arrivi ci sono anche i parcheggi SUD e NORD, subito dopo il P7 e P8.  Dovrebbero essere anche loro a breve sosta con stesse tariffe, ma non li ho mai provati perche' più scomodi e perche' sinceramente non li ho mai notati! If you need some time to bring or wait for someone at Malpensa Airport, you can use BREVE SOSTA park: P7(*) and P8(*) for arrival, or P9 and P10 for departure. T hey are very close to the doors and cheaper than parks you can found on SEA web site. (*)You can use also SUD parking and North parking, not so closed, but the same rate. COSTI/Money Potete lasciare l'auto ma

Se sette preti, vi sembran pochi...

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  Una cartolina per il Vaticano: sette preti arrestati in un anno  Da aprile 2021 a marzo 2022, in Italia sette preti sono finiti in carcere e sotto processo per presunti abusi sessuali su minori (solo uno su maggiorenni). Qui sotto l'elenco con relative informazioni e fonti.    1 Aprile 2021 don Giuseppe Rugolo (Piazza Armerina, Enna) violenza sessuale su minori arrestato e processo in corso (fonte: La Repubblica Palermo ) Aggiornamento maggio 2022 : in tribunale Antonio Ciavola, capo squadra mobile conferma: la diocesi di Enna ha offerto soldi della Caritas alla vittima in cambio del silenzio e del ritiro delle accuse. (fonte: il Messaggero ) 2 Luglio 2021 don Emanuele Tempesta (Busto Garolfo, Milano) abusi sessuali su sette minori arresto e processo in corso (fonte: La Repubblica Milano )   3 Settembre 2021 Prete il cui nome non è reso pubblico per tutelare la vittima. (Area nord Salento ) indagato per violenza su minore. (fonte: ANSA )   4 Settembre 2021 don Francesco Spagnes

Poltronesofà: smontare il rivestimento del poggiatesta e lavare il tessuto

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  Possiedo un divano-letto Poltron e Sofà (modello Fiscaglia letto, 3 posti in tessuto) con il classico poggiatesta reclinabile. Per sfoderarlo e lavare il rivestimento va sfilato l'intero poggiatesta. Ci ho messo un sacco per capire come fare (perche' sono tardo) e non ho trovato nulla su internet, forse perchè è tutto così evidente che non serve il tutroial? Be', per quelli come me, qui sotto alcune immagini e spiegazioni! 1. NON tirare il poggiatesta , è inutile, fate fatica, magari vi fate male e nulla succede. (in rosso i due perni... inutile tirare verso l'alto!)   2. Invece occorre RIBALTARE lo schienale del divano nei modelli divano-letto. (tira a metà lo schienale usando il cordino rosso del divano-letto, quello che si usa per aprire il letto)   3. Sotto troverete i due perni metallici con il BLOCCO su ciascuno.     4. Fate leva leggermente sul "mollettone" di blocco e contemporaneamente sfilate il poggiatesta, vedrete che verrà fuori! :-) (NB: non

Gli evaporati

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(Racconti brevissimi)     Aprile 1987. Intervallo in un liceo di periferia (liceo e non istituto tecnico). E' il primo anno e i ragazzini brufolosi hanno gli ormoni a mille e le ragazzine, nella maggior parte, sono già donne da un pezzo. C'è Angelica, dal nome meno azzeccato possibile, formosa, provocante, ma non bella: ha un viso poco aggraziato e pure il fisico è tracagnotto e non promette bene. Il branco però non guarda a queste cose, individua la preda, ne intercetta la disponibilità psicologica e se ne ciba. Lei è consapevole di non essere la più carina del mondo, gira in compagnia di due gemelle bionde, quelle si carine, Federica e Silvia (Silvia e Federica), altezzose e chiaramente per nulla disponibili. Sono tre amiche che portano a spasso sei seni turgidi e sodi, vista l'età. Quel mattino Angelica è per un momento sola in classe, tre compagni (di cui un ripetente) la circondano, lei ride, loro la sfottono pesantemente e le ordinano di fargliele toccare, lei ride,

Il truffatore delle parole

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Settimana scorsa ho letto un romanzo coreano (Kim Ji-Young, nata nel 1982) dalla storia interessante ma dalla traduzione orripilante e illeggibile (tanto da far pensare all'uso di google translator). Il traduttore è un tal Filippo Bernardini... stasera al TG scopro chè è appena stato arrestato dall'FBI perchè aveva centinaia di profili falsi con i quali ingannava scrittori, agenti e case editrici a cui "sottraeva" inediti per farne non si sa bene cosa. "Italiani, brava gente"... detto questo scrittori e agenti idioti che spediscono inediti a un tizio senza fare verifiche e poi BaldiniCastoldi che pubblica un romanzo con una traduzione elementare (con pure vari errori) senza batter ciglio. Nel testo si ritrova un grossolano errore (a pagina 33 un "compagno di banco" diventa "compagno di bagno"), in due punti (pag 82 e... non ricordo più, ma c'è) si parla del sud della Corea quando è chiaro che si sta parlando di Corea del

I dolori del giovane Sébastien

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Per tutto il giorno Pervenchères è stata teatro di una grande agitazione. Bande di reclute, con i loro numeri orgogliosamente appuntati al berretto, adorni di nastri fluttuanti e di coccarde tricolori, hanno invaso le strade urlando canzoni patriottiche. Tra loro intravedo un ragazzino che conosco, il figlio di un fittavolo di mio padre. Gli domando: «Perché canti?» «Bob!... Canto e basta.» «Quindi sei contento di fare il soldato?...» «Certo che no... Canto perché cantano gli altri.» «E gli altri perché cantano?» «Bob!... Perché si usa così quando si parte al militare...» «Sai con esattezza cos'è la Patria?» L'altro mi guarda con aria attonita. Evidentemente non si è mai posto il problema. «Ebbene, ragazzo mio, la Patria sono due o tre delinquenti che si arrogano il diritto di fare di te qualcosa che vale meno di un uomo, meno di una bestia, meno di una pianta: un numero.» E, subito dopo, al fine di dare maggior forza alla mia argomentazione, gli strappo via il numero e glielo

Squid Game - ancora un commento

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Per in iniziare: il titolo significa  "il gioco del calamaro". Ossessione del momento, tutti, ma proprio tutti, ne parlano. La serie spopola, tra bambini, ragazzi e adulti. Pedagogisti sul piede di guerra, pur non avendolo visto; mamme spaventate per la violenza a cui sono sottoposti le menti dei loro giovani figlie e figli... e chi più ne ha più ne metta. L'effetto a valanga non lo vedevo da tempo: più se ne parla e più le parole aumentano, si sprecano, direi. La serie  non prevede (per fortuna) il doppiaggio italiano, dunque tutti se lo devono vedere in lingua originale con i sottotitoli, per lo meno si sperimenta una pratica sana. Pur non conoscendo il coreano, si sentono suoni, cadenze, toni diversi dai soliti doppiaggi miserevoli delle serie tv. Veniamo alla serie. Il ritmo è lento: si alternano momenti narrativi da classico Korean Drama a momenti più incalzanti e di tensione. Nel complesso la violenza presente è più piscologica che materiali. Certo si vedono spari,