Our Love Story (2016)


 Titolo originale: Yeon-ae-dam
di Lee Hyun-ju
Corea 2016 

Un piccolo film, minimale ma intenso nella recitazione e negli intenti. La protagonista è come sospesa, nel mondo (dell'arte) e nei sentimenti (inespressi). Ha la fiducia del suo professore dell'accademia d'arte, ma produce solo assemblati di oggetti senza appartente interesse, senza colori. A differenza della sua coinquilina dalla vitalità travolgente e dalle unghie sempre colorate. Deve organizzare un'esposizione con altri studenti, ma si perde via e sembra dare retta al collega ubriaco che inveisce contro la studentessa di maggior successo, colpevole di colorare tele commerciali: le urla contro che l'arte è arte e non politica. Evidentemente si sbaglia. Un incontro fortuito, la pone nella dimensione di una relazione lesbica. Il mondo sembra sorriderle e colorarsi di toni caldi. Ma se a Seoul le cose sembrano possibili, in periferia, dove si trasferisce la fidanzata, la famiglia e la società sono pesanti e opprimenti. Nulla di particolarmente originale, la differenza la fa la recitazione delle due donne, molto brave e la messa in scena degli stati d'animo attraverso le stanze (e relativo squallore). Da una stanza condivisa dove tutto è caotico ma in qualche modo famigliare, si passa ad una casa accogliente, la tana dell'amore improvviso, per poi sprofondare nel vuoto, triste e squallido susseguirsi di ambienti grigi, e privi di anima. Totalmente opprimente la casa di famiglia, con la mobilia tradizionale, a suon di legno scuro e pellame vario.

Un buon film, scritto e girato da una regista donna al suo primo lungometraggio.

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