Microhabitat (2018)

 Titolo originale: So-gong-nyeo
(A Little Princess)

di Jeon Go-Woon
Corea del Sud
2018


 

Altra opera prima di una regista coreana, classe 85. Un film surreale, ma non troppo, carino, come la protagonista, ma a tratti spiazzante. L'idea è usare il tono delicato di una favola per rappresentare la perdita delle speranze, il passaggio dalla giovinezza all'età a dulta. Mi-so, la protagonista, fondamentalmente non rinuncia allo stile di vita provvisorio del periodo universitario, fatto di speranze, chiacchierate, musica, sigarette e alcool. Non è una depravata, alcolista, anzi, organizza la sua esistenza in lavori di pulizia delle case altrui, gestione oculata dei pochi soldi che guadagna rigorosamente suddivisi in affitto, salute e piaceri (sigarette e whisky). Ma Seoul corre frenetica verso il successo, fatto di lavori estenunati, case belle e costose, famiglia e figli, ultracapitalismo. Lei no, lei è sempre uguale a se stessa a costo di trasformarsi in una sorta di homeless in cerca di ospitalità. Il film è un continuo stridio tra quello che la vita adulta richiede e l'esigenze di piacere del singolo. Mi-so è fuori dal coro, ai margini di una vita codificata e piena di delusioni. Al successo economico della vita, spesso non corrisponde un altrettanto successo di felicità. Lei vaga alla ricerca di un alloggio che è anche contatto umano con gli amici di un tempo. Da ciascuno di essi, spesso in chiave comico-sentimentale, riceve ospitalità ma anche tristezza e depressione. E' lei che aiuta chi in teoria dovrebbe aiutare lei.
Non è un capolavoro, come dice Antonio Lalli di Taxidriovers, la forza sta nei dettagli, spesso esilaranti e strampalati: uno scarafaggio che compare all'improvviso, l'amore di una coppia alla donazione del sangue, la flebo rinvigorente di un'impiegata oberata di lavoro, gli anziani genitori che tentano letteralmente di imprigionare Mi-so nella casa del figlio scapolo, un tentativo di fare sesso impedito dai tanti vestiti ma soprattutto dal freddo in una scena esilarante e tenera.
Si guarda con piacere, ci s'interroga sull'infelicità di essere adulti, ma in fondo in fondo verrebbe do suggerire a questa ragazza di darsi una mossa e di inventarsi qualcosa di meglio di whisky e sigarette!

Qui una più che esaustiva recensione del film

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