Il truffatore delle parole



Settimana scorsa ho letto un romanzo coreano (Kim Ji-Young, nata nel 1982) dalla storia interessante ma dalla traduzione orripilante e illeggibile (tanto da far pensare all'uso di google translator). Il traduttore è un tal Filippo Bernardini... stasera al TG scopro chè è appena stato arrestato dall'FBI perchè aveva centinaia di profili falsi con i quali ingannava scrittori, agenti e case editrici a cui "sottraeva" inediti per farne non si sa bene cosa. "Italiani, brava gente"... detto questo scrittori e agenti idioti che spediscono inediti a un tizio senza fare verifiche e poi BaldiniCastoldi che pubblica un romanzo con una traduzione elementare (con pure vari errori) senza batter ciglio.

Nel testo si ritrova un grossolano errore (a pagina 33 un "compagno di banco" diventa "compagno di bagno"), in due punti (pag 82 e... non ricordo più, ma c'è) si parla del sud della Corea quando è chiaro che si sta parlando di Corea del Sud, la nazione e non il luogo geografico, infatti le tre università citate sono tutte a Seoul ovvero a nord della Corea del Sud e parlare di sud della Corea è fuorviante dato che nel libro si parla anche di Busan che invece è nel sud della Corea del Sud. In generale la prosa è veramente monotona e ripetitiva, elementare.

Mentre leggevo il romanzo coreano avevo cercato informazioni su questo tizio e avevo capito che traduceva dal cinese e che dunque il coreano era solo un qualcosa di più recente. Ora viene fuori la truffa e la sua "passione" per le multiple identità.

Qui un articolo del Corriere sulla vicenda.
Qui un articolo del Post molto interessante.

Detto questo, non del tutto convinto dalla mia opinione sul traduttore e sulla traduzione, ho chiesto ad un'amica coreana cosa pensasse del romanzo... e ha confermato che il linguaggio del romanzo è semplice e quaotidiano, nulla di particolarmente letterario o interessante, tanto da rendere la lettura noiosa e poco appassionante. Il tema stesso, per questa amica, coetanea della protagonista, è di interesse scarso, raccontando ciò che qualsiasi donna coreana ha vissuto e provato.

Quindi? Devo ricredermi e pensare che la traduzione rispecchi dunque lo spirito originale del romanzo coreano (a parte i refusi e gli errori).

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