Fredric Brown: "Incubo verde"

Un breve racconto dell'autore di "Sentinella".

Si svegliò perfettamente conscio della decisione, la grande decisione presa la sera precedente, mentre stava cercando di addormentarsi. Decisione che avrebbe dovuto mantenere senza debolezze, se avesse voluto considerarsi ancora un uomo. Doveva essere inflessibile nel domandare a sua moglie il divorzio, o tutto sarebbe stato perduto e non ne avrebbe mai più avuto il coraggio. Era stato inevitabile, se ne rendeva conto, adesso, già fin dall’inizio del suo matrimonio, sei anni fa: presto o tardi questa svolta, questo punto di rottura, si sarebbe verificato.

L’essere sposato a una donna più forte di lui, più forte in ogni campo, non era stato soltanto un’esperienza intollerabile, ma lo aveva reso a poco a poco sempre più debole, sempre più remissivo. Un topo senza speranza.
Sua moglie poteva superarlo, e lo superava, in tutto. Sapeva correre più in fretta di lui, camminare più a lungo, guidare la macchina meglio di quanto lui si fosse mai sognato. Una vera atleta, lo batteva facilmente al golf, al tennis, in qualsiasi sport.

Esperta in tutto, gli faceva fare la figura dello stupido al bridge, agli scacchi, al poker, che lei giocava come un uomo. E peggio ancora, aveva preso via via le redini di tutti i suoi affari, e faceva più soldi di quanto lui avesse mai fatto o sperato di fare. Non c’era campo o attività umana in cui il suo “io”, o quel poco che ne era rimasto, non fosse stato ferito o umiliato durante gli anni del matrimonio.

Fino ad oggi, fino a quando Laura non era comparsa. Dolce, cara, piccola Laura che era ospite in casa loro quella settimana e che era tutto ciò che sua moglie non era: fragile, delicata, adorabilmente disarmata e dolce. Ne era follemente innamorato e sapeva che in lei stava la sua salvezza. Accanto a Laura avrebbe potuto ritornare uomo, ci sarebbe riuscito. Lei lo avrebbe sposato, ne era sicuro; doveva sposarlo perché era la sua sola speranza. Questa volta doveva vincere lui, qualunque cosa sua moglie avesse detto o fatto.

Fece la doccia, si vestì in fretta impaurito dalla scenata che lo aspettava, ma ansioso di concludere, finché gli durava il coraggio. Scese di sotto e trovò sua moglie sola al tavolo della colazione.
Lei alzò gli occhi quando lui entrò.
– Buongiorno, caro – disse. – Laura ha già fatto colazione ed è uscita per una passeggiata. Gliel’ho chiesto io, perché dovevo parlarti in privato.
Bene, pensò lui sedendosi. Sua moglie aveva evidentemente capito ciò che gli stava succedendo, e per rendere le cose più semplici entrava lei stessa in argomento.

– Vedi, Wìlliam – disse lei – voglio il divorzio. So che questo sarà un brutto colpo per te, ma Laura e io abbiamo deciso di andarcene via insieme.

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