una verifica dovuta

Sto leggendo "L'estate del tradimento", libro preso per 3 euro in un mercatino dell'usato. Edizione Mondadori, dalla copertina per nulla azzeccata. C'e' di mezzo il 1989 e i fatti di Piazza Tienanmen. Il tradimento e' multiplo. Tuttava a pagina 38 si parla di una ragazzina che per raccattare qualche spicciolo porta in salita per due ore un bilanciere con attaccati due sacchi di sabbia da 30 kg ciascuno.... mmm... 30+30= 60 kg.... e' possibile? ... io nella mia gioventu' non sono mai riuscito a portare piu' di 18 kg sulle spalle, mediante comodo zaino imbottito. Ed ero un uomo e pure occidentale ben nutrito. Evidentemente c'e' stata una svista di traduzione dal cinese.
Ho recuperato il nome della traduttrice (Rosa Lombardi), le ho inviato una mail (l'indirizzo e' facilmente reperibile in internet) e, inaspettatamente, il giorno seguente mi ha risposto dicendomi che non e' in grado di verificare, per via che la traduzione risale a molto tempo prima ed era stata portata a termine su un dattoloscritto che ora non possiede piu'. Mi ha informato che appena riesce ad accedere ad una biblioteca cinese, verifichera' l'esatta misura.

E' una pignoleria, lo so... ma che effetto fa se durante una conversazione interessante e stimolante il vostro interlocutore se ne esce con: "ogni giorno corro per 100km"... "ehhh?!", domandereste esclamando. Vi verrebbe la curiosità di verificare o meno? anche perche' quel dettaglio va ad inficiare tutta la fiducia riposta in quella conversazione prima vissuta come verosimile e attendibile, oltre che intelligente. La fiducia si basa sui dettagli, su come, a fronte di un errore, l'interlocutore reagisce, si corregge, offre la possibilità all'ascoltatore di dubitare e poi rinsaldare la fiducia. Piu' si e' interessati a cio' che si ascolta e maggiore e' l'attenzione ai dettagli, credo, e fa la sua comparsa il timore di essere traditi. La fiducia è questione delicata.

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