domenico e alfredo

"A chi mai dentro di sé il Vuoto misurò". -
Non proprio coetanei, di epoche differenti e luoghi distanti, seppur italiani. Due bambini, morti prematuramente, o meglio: uno morto di malattia, l'altro d'incidente. Se non fosse stato seguito dal mondo intero, tramite la tv, Alfredo, sarebbe stato dimenticato il giorno dopo, invece cosi' non è stato.
L'altro giorno ho casualmente letto una notizia che parlava di pozzo artesiano, non sapendo cosa fosse, ho cercato ed è spuntato Alfredino. Io non lo so cosa puo' provare un bambino di 6 anni, che cade in un buco di terra e rimane li bloccato. Posso solo immaginare, cosi' da far scatenare le paure ancestrali, le ansie di padre e mi prende una rabbia irrazionale. Domenico aveva 12 anni, quando una leucemia incurabile se l'e' portato via. Viene descritto come un bambino intelligente, curioso, educato e soprattutto fedele, credente, religiosamente vicino al dio cattolico, tanto da proporlo per la beatificazione (tra l'altro senza riuscirci). La malattia offre tempo, consente di affrontare la morte, di assegnarle forse un significato, di farsene una ragione, ma quel bambino caduto in un fosso ha dovuto tutto da solo affrontare la paura, il terrore di essere inghiottito dal buio, dal freddo, da chissa' quale mostro che spunta all'improvviso dalla terra per divorarlo. E Domenico? con quel nome come non poteva essere un "invasato" di dio? Che cosa avra' pensato quel bambino della sua malattia? Una parte di lui si sara' ribellata alla visione paternalistica di un dio che chiama a se un bambino di 12 anni, dopo "indicibili sofferenze" (cosi' raccontano)? Avra' protestato e sara' stato preso dalla paura di essere divorato da un dio senza pietà e senza senso? O forse gli hanno impedito anche questa liberta' del pensiero? Due bambini che in un modo o nell'altro si sono trovati sprofondati in fossati stretti e scivolosi e per nulla comprensibili, che forse avrebbero voluto mai dover incontrare. - Negli stessi giorni ascoltavo in modo ossessivo i Baustelle, a caso, pezzi uno dopo l'altro. Per poi accorgermi solo piu' tardi che uno di questi brani si intitola: "Alfredo".

Un pezzetto bello tondo di cielo
d'estate sta sopra di me
Non ci credo
Lo vedo restringersi
Conto le stelle, ora
Sento tutte queste voci
Tutta questa gente ha già capito
che ho sbagliato, sono scivolato
Son caduto dentro il buco
Bravi, son venuti subito
Son stato stupido
Ma sono qua gli aiuti
Quelli dei pompieri, i carabinieri

Intanto Dio guardava il Figlio Suo
E in onda lo mandò
A Woytila e alla P2
A tutti lo indicò
A Cossiga e alla Dc
A BR e Platini
A Repubblica e alla Rai
La morte ricordò

Scivolo nel fango gelido
Il cielo è un punto
Non lo vedo più
L'Uomo Ragno m'ha tirato un polso
Si è spezzato l'osso, ora
Dormo oppure sto sognando,
perché parlo ma la voce non è mia.
Dico Ave Maria
Che bimbo stupido
Piena di grazia, mamma
Padre Nostro
Con la terra in bocca
Non respiro
La tua volontà sia fatta
Non ricordo bene, ho paura
Sei nei cieli

E Lui guardava il Figlio Suo
In diretta lo mandò
A Woytila e alla P2
A tutti lo mostrò
A Forlani e alla Dc
A Pertini e Platini
A chi mai dentro di sé il Vuoto misurò.

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