Il Manifesto

In questi giorni scade il mio abbonamento web al Il Manifesto. Sono dibattuto. Il Manifesto è allo sbando? Lotte intestine, Cambio di proprietari, pur sempre una cooperativa, firme storiche fuggite senza ben capire il perche'... bla bla bla. Non mi appassiona tutta questa storia. In realtà e' da cosi' tanto tempo che sono abbonato/lettore del giornale in questione che ovviamente ne sono affezzionato. Pur leggendolo sempre meno (sono dell'idea che gli abbonamenti ammazzano i giornali... almeno per me... mi abbono e poi con la scusa di avercelo per abbonamento, appunto, me ne dimentico), ogni tanto mi mettevo sulla poltrona e ne sfogliavo la versione PDF. Spesso in treno, negli spostamenti lenti. Ma allora? e' che fino all'anno scorso c'era mio fratello che mi metteva pressa e mi rompeva fino a quando non rinnovavo l'abbonamento. Quest'anno, il fratello americano, ha deciso di non ridare soldi al giornale che ha fatto andar via Rossanda. Ma a me non mi frega che qualche cadavere, seppur storico, se ne sia andato. Via la Rossanda, via quel pirla di D'Eramo e via l'insopportabile Vauro... rimangono quelli che ora sono li, a stipendio ridotto, e con il desiderio di traghettare il giornale verso qualcosa di piu' sensato e attuale. Ci riusciranno? boh.
Io vorrei abbonarmi... ma 200 euri sono tanti e mi si stimola il lato tirchio, lo stesso lato che mi spinge ad andare avanti per anni con sempre le stesse scarpe e gli stessi vestiti... chi te lo fa fare di buttare via i soldi?
Pero' Il Manifesto mi manchera'.
Devo farmi forza.

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