La crisi spiegata a mio figlio

Parto dal presupposto che non esiste nulla di cosi' complicato da nopn poter essere spiegato a un bambino***... si c'erto magari non proprio cosi' piccolo! :-)





Comincio.

Prendi due fratelli intelligenti, brillanti, un po' egoisti. Questi due fratelli hanno un cugino un po' scemo ... spende soldi, praticamente non lavora, si arrangia come puo' (qualche volta ruba i cellulari e li rivende, contrabbanda sigarette, ogni tanto spaccia qualche spinello, il piu' delle volte i soldi se li fa dare da mamma' o dai parenti) pero' gli piace offrire da bere, girare con una macchina grossa, farsi vedere con belle donne scosciate, essere in somma al centro dell'attenzione. I due fratelli, un po' bruttini, ma intelligenti, non lo sopportano molto, specialmente quando va da loro a chiedere soldi. Pero'... pero', c'e' un pero'. Questo cugino (scemo per qualcuno, furbo per qualcun altro) e' l'erede legittimo e unico di una bellissima villa d'epoca, immersa nel verde, a piombo sul mare azzurro, nel silenzio dei boschi. I due fratelli intelligenti vorrebbero tanto essere loro gli eredi, ma non e' cosi', aime'.

Quindi?

Semplice, il fratello piu' vecchio, fa una telefonata ai suoi amici importanti: tutti personaggi che, chi piu' chi meno , gli devono almeno un favore. Chiede che questi amici (il direttore della banca dove la famiglia del cugino scemo ha i soldi, il proprietario del concessionario di auto di lusso, il direttore del casino' li vicino) chiamino il loro cliente (ossia il cugino scemo) e gli facciano pressione, del tipo: "Scusi, ci deve ridare il prestito o le pignoriamo il terreno"... "Scusi, l'auto o la paga o gliela facciamo sequestrare"... "Scusi, o ci paga le perdite di gioco o le mandiamo dei nostri consocenti dal sud, zona casal di principe".

Che fa il cugino scemo?

secondo te? Terrorizzato, telefona ai suoi due cari cugini in doppiopetto, gli spiega la situazione e ovviamente in lacrime chiede soldi e consigli. Come no!?

Quello piu' taccagno dei due fratelli gli fa una scenata sull'etica, la morale, il rispetto della famiglia, il sacrificio, il lavoro, bla bla bla. L'altro pur mostrandosi un tantino preoccupato, tuttavia compassionevole gli offre un buon prestito,

MA
(c'e' sempre un ma!)

deve rispettare delle condizioni ben precise: basta donne, basta bere, basta gioco, fare un lavoro da almeno 10 mila euro al mese, passare dall'auto di lusso alla bicicletta arrugginita... e... e... mettere a garanzia del prestito, la bella villa di famiglia.

Il cugino scemo (visto che e' scemo per definizione), non puo' che accettare. Firma gli accordi, stringe le mani dei due fratelli e non si stupisce per nulla dei loro sorrisi ostentati e delle pacche sulla spalla.

Indovina indovinello, cosa succede prima del ritornello? :-)

Il cugino scemo non riusciara' proprio a evitare di buttare via i soldi, la bicicletta la lascera' in cantina a marcire e vuoi non cambiare ragzza almeno ogni 2-3 giorni? E cosi' un bel giorno, i due fratelli, a braccetto del direttore di banca, del proprietario del concessionario d'auto e del sicario del sud si presentano al cugino scemo e con estrema eleganza si prendono cio' che gli spetta, ossia tutto.

Chissenefrega che fine fara' il cugino, non importa a nessuno se magari, disperato, si buttera' a mare e con lui tutta la famiglia che si ritrovera' improvvisamente nullatenente (e ho pure fatto rima).

FINE della storia.


***PS: io un figlio cosi' grande da poter capire il giochetto non ce l'ho ancora, tuttavia l'esercizio di semplificazione e' utile (a me piu' che altro) per cercare di capire i meccanismi di una crisi. Non credo pero' di essere riuscito pienamente nell'intento. Dalla storiella viene fuori che il cugino scemo e' artefice dle proprio destino... ma non e' del tutto vero, sarebbe occorso aggiungere parti in cui i vari personaggi di contorno (direttore di banca, concessionario, gioco, sicario) in qualche maniera nel corso del tempo hanno fatto di tutto per abbindolare l'ingenuo che e' dunque cosi' "indifeso" non tanto per disgrazia genetica, ma per cattiva educazione e esempi non edificanti. Ma la storiella si sarebbe troppo complicata.

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