Il mare degli alberi morti

di Kenji Nakagami
Marsilio 2000



Il mare degli alberi è una foresta nei pressi del Monte Fuji dove migliaia di giapponesi ogni anno decidono di suicidarsi. E' vastissima e monotona: una volta addentrati è praticamente impossibile essere recuperati. Il romanzo in questione si svolge da tutt'altra parte, nella prefettura di Wakayama, vicino Nara, in una cittadina tra monti e mare. Storia dalla genealogia complessa (all'inizio viene addirittura fornita un albero genealogico delle famiglie coinvolte) ambientata ai giorni nostri ma dal sapore antico. Akiyuki porta impressi sulla propria massa possente e forte i tratti genetici di un padre che dopo aver messo incinta tre donne si fa arrestare. Una figura scomoda, dalle origini oscure e da un carisma bestiale che il figlio nega ed evita di incrociare. Potenti legami famigliari intrecciati all'interno di una popolazione umile ai margini della società giapponese, nonostante la ricchezza guadagnata di recente. Di professione sterratore, Akiuki è se stesso solo nel momento di fusione con terra e sole, tutto ciò che è umano lo porta al caos e allla confusione: fa sesso con la sorellastra, entra in conflitto violento col fratellastro, odia con paura la figura paterna tanto mitologica quanto pericolosa, fa sesso bestiale con la minuta e lattea fidanzatina. E' un romanzo carnale, ben radicato nel territorio aspro e soleggiato della penisola di Kii, ma che non disdegna di costruire una visione umana più ampia, non necessariamente positiva e tutt'altro che scontata.

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