Follia

"Follia"
di Patrick McGrath
Adelphi 1998



Ho rinuciato a prenderlo in prestito, sempre fuori e prenotato, e così l'ho acquistato al Libraccio. Mi è stato consigliato da un'amica di blog (trespass). L'ho recuperato venerdì sera, poco prima della chiusura. Domenica pomeriggio arrivavo alla 294esima pagina. Non è mia abitudine divorare i libri, leggo lentamente di solito. Di rado mi capita di leggere tutto d'un fiato un romanzo. Mi è successo di recente con "Non lasciarmi" di Ishiguro, con "Metà acqua, metà fuoco" di Wang Shuo, un tempo con "lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" di Pirsig e con "Una casa alla fine del mondo" di Michael Cunningham.

La moglie di uno psichiatra in carriera si innamora follemente di un paziente di un collega del marito. Il paziente è un artista che seppur innamorato della moglie la uccise e dacapitò in preda a deliri di gelosia. Tra i due scatta la passione: carnale, famelica, folle. Lei rinuncerà a tutto e distruggera varie vite, senza pentimenti o dubbi.

Colpisce di questo romanzo la capacità di resa degli stati d'animo e dei pensieri minimi, celati, inconfessabili di una donna agiata, con marito e figlio, che in preda ad un'ossessione sessuale rinuncia a tutto. Sono mediati dal racconto di uno psichiatra amico della protagonista, che ricostruice l'intera vicenda. Stella è una donna bella e intelligente, affascinante, che fino a poco prima di cadere nel baratro aveva osservato la passione e il desiderio solo attraverso gli occhi degli uomini che l'avrebbero voluta, mai dai suoi. Appena le si presenta l'occasione si libera e si da' senza richieste, totalmente. Sono sentimenti totalitari, passione di sensi e di spirito, corpi che si prendono e si violentano, menti che rinunciano a comprendere, altre che sezionano e cercano di trovare un senso, una logica.
Il lettore apprende lentamente i vari elementi della storia, sempre attraverso lo sguardo razionale del dottore. Tuttavia questo punto di osservazione, costantemente sostenuto da teorie psichiatriche, esempi, collegamenti con altri casi, ad un certo momento vacilla, si innesta in un'altra dimensione, per terminare nel dubbio.
La vita psichica è racconto, rappresentazione di se e del mondo. La vita sessuale è scambio di umori, contatto, odori, che tuttavia può essere solo rappresentata in qualche modo o vissuta dai diretti interessati. Così questo è un libro di racconto: un dottore racconta ad un pubblico ampio un proprio caso clinico; al dottore i fatti sono raccontati dalla diretta interessata e da chi la può osservare; al tempo stesso i due amanti si raccontano e condividono una realtà non immediatamente accessibile al narratore-psichiatra. Ciò che ne risulta è una ricostruzione e una interpretazione. Minate sul finale dell'imprevedibilità del comportamento umano e dal fallimento forse della certezza della piena comprensione dell'altro da se.
Di una persona, si possono comprendere solo alcuni aspetti, parziali. Si possono descrivere gli stati d'animo, gli sguardi, i tremori, i movimenti impercettibili dell'animo, ma non si può descrivere compiutamente una vita. Rimane sempre il dubbio e il limite della presenza dello sguardo di chi osserva.
Perchè Follia? Forse perchè è l'unico modo per interpretare l'azione creativa? Forse perchè dietro ad un cambiamento si cela sempre una necessità distruttiva? Forse perchè all'emancipazione femminile lo status quo risponde con la casella semantica di follia?

Stella si ribella: rifiuta la gabbia di tristezza e frustrazione in cui la società perbene londinese l'ha relegata, rifiuta un marito gentile che non la sfiora, rifiuta un futuro prevedibile. La sua ribellione è totale, autodistruttiva e come tale senza via di ritorno. Farà tabula rasa e lascerà spazio solo al suo desiderio di libertà, in barba al decoro, alla vergogna, alle abilità inerpretative della psichiatria. Non può che essere follia, certamente.

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