GREGG ARAKI

I film di Gregg Araki mi accompagnano da anni. Il primo è stato THE DOOM GENERATION prima al cinema e poi in tv. La mia mente si apriva al mondo adolescenziale surreale fumettoso estremo di Los Angeles. Sole splendente, buio interiore, musica pervasiva, immagini sgargianti ma di una profonda tristezza. Alla cineteca di Lisbona ho visto THE LIVING END, un road movie gay. In inglese con i sottotitoli portoghesi, senza capire molto, circondato da uomini e in un locale molto carino ma piccolissimo e caldissimo. Poi è stata la volta di EXSTASY GENERATION, sempre con James Duval come protagonista e la sua aria trasognata un po' stupida, ingenua. In vespa al cinema ducale un pomeriggio d'estate per vedere in una sala semi-deserta SPLENDIDI AMORI, meno riuscito degli altri, meno partecipato di sicuro, meno coinvolgente, se non fosse che la storia di una donna innamorata contemporaneamente di due uomini non mi avesse colpito. Una lunga pausa. Infine non troppo tempo fa è stata la volta di MYSTERIOUS SKIN. Araki in splendida forma. Due ore catartiche nel buio del cinema Odeon a Milano. Musica da mozzare il fiato (tra gli altri Sigurros), attori spettacolari, una storia buona costruita con maestria... rimango appiccicato alle immagini anche dopo che il fim è finito. Mi piace la mancanza di speranza dei personaggi, il desiderio di autenticità che fa fatica a farsi strada tra la banalità del conformismo. Araki è trasgressivo nel suo bisogno continuo di "normalita". Tutto quello che chiedono i suoi personaggi è amore, ma nella forma e nei modi non necessariamente scontati.

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