Il buio divora la strada


"Il buio divora la strada"
di Raul Montanari
Baldini&Castoldi 2002


Alex ha vent'anni, una madre giovane e bella, un padre creduto morto da tempo. Una notte, una telefonata anonima scuote le certezze del ragazzo: forse suo padre è vivo. La voce gli dà solo un nome, un indizio da cui Alex parte per una sorta di terribile caccia al tesoro, che d'ora in poi assorbe le sue giornate. Incontra l'uomo indicato dalla telefonata, poi altri. Ciascuno dei suoi interlocutori gli rivela qualcosa del padre e gli dà una traccia in più per continuare la ricerca.


Una caduta agli inferi, la scoperta nera delle proprie radici. Diventare adulti contemporaneamente alla presa di coscienza delle possibilità, dei limiti, del buio che divora la propria strada.

Ci ho messo più di un mese a leggerlo. Non perchè sia impegnativo o altro, ma per via del pupo e del sonno arretrato. Non mi ha convinto. Utilizza l'atmosfera del triller per rappresentare le inquietudini del protagonista e di rimando il lato oscuro di Milano e della vita contemporanea, ma l'intento è troppo esplicito, troppo calcolato per i miei gusti. Non si sente l'esigenza delle morti e della violenza un po' costruita, ma poco sentita e direi vissuta. Macchinoso nella struttura e irritanti le brevissimi anticipazioni ad inizio capitolo (utilizzate tra l'altro anche in altri romanzi dello stesso). Comunque ora ne sto leggendo un'altro per vedere se l'effetto è simile.

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